venerdì 10 luglio 2009

Se ancora una volta il PD fa bene al Centrodestra...

Quello pubblicato di seguito è un interessante articolo che, partendo dalla candidatura "in più" alla Segreteria Nazionale del PD, tocca un argomento FONDAMENTALE anche x il PdL...
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La candidatura di Marino è “sbagliata”, ma molto utile

di Carmelo Palma

A rigore, la candidatura di Ignazio Marino non dovrebbe entusiasmare chi, al di là delle preferenze di voto, ritiene essenziale per il bene della politica italiana che il PD e la sua dialettica politica interna rimangano ancorati ad uno schema maggioritario. Uno schema che esige, in termini di principio, candidati che “corrano per vincere” e non per “sparigliare” e che presentino una piattaforma politica in grado di prefigurare, se non di descrivere nel dettaglio, un progetto complessivo di governo del paese.
Quella di Marino non è, né appare destinata a diventare, una candidatura di questo tipo.
Forte di un prestigio in larga misura extrapolitico e di un messaggio non volgarmente anti-politico, il “personaggio Marino” è di sicuro ingombrante. Non è liquidabile come un candidato di disturbo, né è privo dell’immagine, della caratura morale e della sensibilità politica necessaria per aggregare un robusto consenso interno. Gli esiti della campagna di tesseramento che Marino ha lanciato per supportare la propria candidatura alle primarie sembrano infatti confermare che il popolo del PD “sente” il suo messaggio e che la classe dirigente del PD raccolta attorno a Franceschini e Bersani finirà inevitabilmente per subirlo.
Nondimeno, il “candidato Marino” può al più sperare di aggregare una significativa componente “nuovista”, che, proprio in quanto minoritaria, si può permettere, sul piano politico e ideale, scorribande che non sarebbero consentite ad un candidato “maggioritario”. Marino infatti colpisce duro su di una serie di temi – da quelli bio-politici a quelli del rinnovamento della classe dirigente – su cui il PD, per puntellare equilibri interni quanto mai instabili, si è mostrato in questi mesi più imbarazzato e indeciso.
La candidatura di Marino però, pur se così “sbagliata” secondo lo schema maggioritario, non è per nulla disprezzabile, neppure in una logica sistemica. Anzi è molto utile. Non è una cura per i problemi del partito, ma è un sintomo importante, che può aiutare a capire la natura di questi problemi (o almeno di alcuni dei più significativi).
L’idea che le primarie 2009 del PD siano l’ennesima tappa di uno scontro culturale, personale, e politico iniziato nella FGCI degli anni ‘70 è un dato che a molti appare talmente scontato da divenire, per così dire, “non giudicabile”. Che ci siano nell’apparato di vertice del PD pochissimi dirigenti che non siano stati, ormai un ventennio fa, quadri o dirigenti junior e senior della DC o del PCI sembra un dato così banale da apparire invisibile. Eppure si tratta, in termini storico-politici, di un’anomalia impressionante. Che i tempi, i modi, i contenuti e le scelte di un partito “nuovo” vengano dettati da una classe dirigente che porta, come titolo d’onore, essenzialmente le medaglie delle battaglie perse non è, per dirla dalemianamente, una cosa da “paese normale”.
La candidatura di Marino da questo punto di vista suona la sveglia. Quanto forte la suonerà, ancora non sappiamo. Ma in un modo o nell’altro la suonerà.
Inoltre, i temi che maggiormente qualificano il curriculum e la proposta di Marino (a cavallo tra bio-politica e sanità), rendono la sua candidatura eccessivamente tematica, se non mono-tematica, e quindi offrono un’idea non di specializzazione, ma di parzialità e di debolezza, che male si attaglia ad un politico che intenda conquistare e governare il maggiore partito dell’opposizione. Nel contempo la reazione che questo connotato sta suscitando è molto significativa. Che Fassino definisca “laicista” la candidatura di Marino è un segno, certo ridicolo, ma non meno eloquente, di paura. Marino (che, se vogliamo metterla in questi termini, è assai meno “laicista” di molti supporter di Bersani e di Franceschini) è semplicemente uno che pensa che sui temi bio-politici il PD debba uscire da una situazione di obiettiva e obbligata paralisi. Di più: è uno che ritiene che quello bio-politico sia uno dei campi in cui alla cultura politica del Paese (e non solo del PD) è richiesta la maggiore capacità di innovazione e mediazione. Una capacità che comporta scelte prudenti e drammatiche, ma esige comunque delle decisioni. Che necessita di una moderazione pratica, ma non di una perenne disputa teorica. Marino non promette fughe in avanti, ma si impegna ad un comportamento coerente con l’obiettivo di assicurare una disciplina normativa (sul fine vita, ma non solo) che non discrimini, né in positivo né in negativo, i cittadini e che riconosca loro un comprensibile “primato morale” rispetto ogni decisione che riguardi le loro scelte di cura. Il PD – dalla legge 40 a quella sul fine vita – si è mosso finora nella logica opposta: quella che coniuga il massimo del pluralismo ideologico nella vita politica interna con il massimo dell’immobilismo normativo nell’attività legislativa e di governo. La posizione del PD non ha “contenuto” ma si situa in un punto di equilibrio mediano tra le diverse posizioni, che non coincide di fatto con la posizione (né con l’interesse) di nessuno. Il PD, su questi temi, sta in piedi se sta fermo. Se prova a “muoversi”, cade. Questa condizione lo pone in grande difficoltà sia all’interno, sia, soprattutto all’esterno, nel confronto con un partito come il PDL, che su questi temi (purtroppo) non mostra alcun timore né alcuna remora, e dà spregiudicatamente corso sul piano legislativo ad un robusto “massimalismo bio-politico”.
Per queste e altre ragioni, possiamo sperare nel fatto che alla fine Marino non si limiterà a fare il “guastafeste”, ma darà un contributo assai più sostanzioso e utile alla dialettica interna del PD, che peraltro dalle parti del PDL si farebbe bene a continuare a seguire con rispetto e attenzione, senza sensi di superiorità o di disprezzo di cui ci si potrebbe presto pentire.

CREDITS: Libertiamo

lunedì 6 luglio 2009

Happy Birthday, America!

Con un paio di giorni di ritardo dovuti al maltempo atroce della Pianura Veronese (ke ha qdi sconsigliato l'uso della tecnologia...), porgo i miei migliori auguri alla più grande Nazione del Mondo, gli Stati Uniti d'America.

Buon 4 luglio, fratelli d'Oltreoceano!

venerdì 3 luglio 2009

Omosessualità depenalizzata in India

In un momento in cui, dal mondo, arrivano solo notizie angoscianti, ecco uno spiraglio di luce che viene da lontano...

Dopo anni di discriminazioni, in India è stato finalmente depenalizzato il cosiddetto "reato di omosessualità".

Un segnale importante per la democrazia e, soprattutto, per i diritti fondamentali dell'umanità.

Si tratta di una vittoria importante, ma la "guerra" è ancora tutta da vincere, se pensiamo che in Paesi come il "solito" Iran o la Nigeria, siffatto "peccato" è punito con la pena di morte...

giovedì 25 giugno 2009

Tirate l'acqua, please, c'è aria di stronzata...

GASPARRI: Il premier sarebbe stato piu' protetto e difeso se omosex
24 giugno 2009 ore 16:44

"Se il peccato, ovviamente si fa per dire, di Silvio Berlusconi fosse stato quello dell’omosessualita’, avrebbe goduto di maggiori tutele, avrebbe usufruito dell’ipocrisia del politically correct e gli avrebbero risparmiato la gogna. Ci sarebbe stata meno enfasi perche’, nel raccontare le cose, avrebbero avuto paura di sconfinare in atteggiamento di discriminazione".


Lo ha affermato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, in una intervista a Klauscondicio. "Sarebbe stato piu’ tutelato, soprattutto le lobby gay lo avrebbero difeso. Se fossero pubblicate le intercettazioni di ciascuno, se l’indagine del privato fosse sistematica e indiscriminata chissa’ cosa verrebbe fuori. Un conto e’ se qualcuno fa qualcosa contro la legge e un conto e’ quando si parla di comportamenti privati".

Credits: il Popolo della Libertà

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Non commento nemmeno, penso che il titolo del post dica tutto...

martedì 23 giugno 2009

I'm Back!!!

I'm back, and I'm better than ever...

La campagna elettorale è ormai alle spalle, e qdi è giunto il momento per ZulieOfficial di tornare attivo.

Ma ciò non significa certo che Per Una Legnago Vivibile vada in soffitta...

Il blog a mio nome è infatti diventato un punto di riferimento per gli "addetti ai lavori" della politica legnaghese.

E così il vostro Freewheeler si dividerà in due: di là il gossip politico locale, qui le battaglie ideali che già hanno contraddistinto questo spazio web. Si, insomma, la Politica con la 'P' maiuscola...

Buona lettura, e ben ritrovati!


Federico Zuliani

lunedì 27 aprile 2009

Il 25 aprile, i vinti e il ddl della discordia

Partecipando alle celebrazioni del 25 aprile, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha esperesso la sua contrarietà al disegno di legge bipartisan volto ad equiparare i repubblichini alle vittime partigiane. Ecco qui il testo che, con tutta probabilità, cadrà nel dimenticatoio, sacrificato sull'altare del complesso d'inferiorità che, spesso, il centrodestra manifesta verso la sinistra...

martedì 21 aprile 2009

Durban II, Nucara: ignobile farsa. Bene governo italiano

"No al razzismo? A Ginevra una ignobile farsa". Questo il commento del segretario del Pri, Francesco Nucara, alla conferenza dell'Onu: "Ha dell'incredibile che su questo tema sia invitato a prendere la parola un signore che nega l'Olocausto. I repubblicani sono orgogliosi della posizione del governo italiano che, fin dal primo momento, ha rifiutato di partecipare ad una tale pantomima. Dispiace molto che il Vaticano rischi di buttare via, anche dopo l'incidente con i lefevbriani, l'eredità lasciata da papa Wojtyla nei confronti del popolo ebraico".

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Sono orgoglioso anch'io del NO a "Durban 2"!!!